26/08/18

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano.


Io mi vergogno, provo una profonda vergogna perché non faccio che parlare, parlare, senza fare nulla che cambi questo paese, che possa ricordare all'Europa che ha saputo unirsi dopo uno dei massacri peggiori che la storia ricordi.

Vorrei riuscire a ricordare che nessun godrà di nessun beneficio vero se avrà cancellato la propria umanità, se avrà negato la dignità a tanti esseri umani. Prima gli italiani, si va sbandierando da molto tempo questo slogan... Uno slogan inventato a regola d'arte per cancellare i principi basilari etici e religiosi per chi lo è.
Tenere in ostaggio degli esseri umani per ottenere che l'Europa si impegni è vergognoso per noi che lo facciamo e lo è per l'Europa che tace e continua a fare i propri interessi.

Ed è vergognoso che tutto questo venga fatto per ottenere i nostri voti. Per questo siamo tutti complici.

Dovremo saper guardare indietro per capire di cosa è capace l'uomo e Primo Levi è stato sempre una mia grande guida:
Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l’indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l’abdicazione dell’intelletto e del senso morale davanti al principio d’autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un’idea
(dalla prefazione al libro di Léon Poliakov, Auschwitz)
Sembra sempre più vero ciò che dice in Se questo è un uomo
Nella storia e nella vita pare talvolta di discernere una legge feroce, che suona «a chi ha, sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto».
Dicono in molti che chi lotta contro l'Europa chiudendo i nostri porti, combattendo l'ingresso di stranieri che fuggono dalla guerra, dalla fame, è vincente e sicuramente lo è per aver creato intorno.a sé tanto consenso. Molti, moltissimi italiani sono con lui, lo applaudono, fanno, felici, selfie quando riescono ad incontralo.

Ma mai come oggi apprezzo la sconfitta, sono fiera di essere minoranza insieme ad altri che in qualche modo stanno faticando a far sentire la propria voce. Di una cosa sento la mancanza: di un partito che sappia perdere, ma sappia opporsi, far sentire la sua voce, diventare la voce degli ultimi: italiani, stranieri che siano... Sì, perché agli italiani pensano solo per prendere voti e chi è in difficoltà rimane in difficoltà.

Siamo un'opposizione orfana di guida, ma proprio per questo più libera.

È chiaro che quello che avanza è il culto della personalità per un uomo che tiene sotto l'ombrello della paura migliaia e migliaia di persone. Purtroppo è già successo. Abbiamo creduto che la storia insegnasse, non abbiamo saputo capire che la democrazia ha bisogno di militanza, partecipazione e istruzione.

Vorrei che quell'Europa che ha battuto la destra estrema avesse il coraggio di aprire le sue porte, che avesse il coraggio di perdere pur di affermare quei diritti universali che dice di difendere.

Vorrei che qualcuno avesse il coraggio della disobbedienza civile.

Vorrei che noi tutti aprissimo le nostre porte e lavorassimo quartiere per quartiere per una vera integrazione.

Che sfruttati italiani e stranieri lottassero insieme, che prendessero coscienza che la guerra tra poveri è una vecchia invenzione perché ricchi e potenti possano fare i loro interessi indisturbati.

Mi vergogno perché stiamo tutti qui ad indignarci senza riuscire a far sentire anche nella realtà, tra la gente con la gente il nostro dissenso, il nostro NO forte e chiaro.

Purtroppo non possiamo contare oggi su molto altro. Ma noi ex-sistiamo e dobbiamo essere visibili là dove siamo con la pazienza di chi davvero vuole cambiare le cose.

Non basta solo avere idee contro. Bisogna essere diversi.

Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi,
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena,
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido,
non avrò vissuto invano.

– Emily Dickinson

3 commenti:

  1. Ciao Emilia, condivido il senso di rabbia impotente che hai così bene espresso. Che si può fare?

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    1. Ciao Artemisia, nessuno ci sta guidando in questo momento. Ognuno di noi è davvero solo, qualcosa si sta muovendo ma in modo sparso. Non ho davvero la risposta, Silvia cara, se non quella di fare nel quotidiano tutto quello che è in mio potere e vedere cosa c'è che si muove intorno a me. Un abbraccio grande. Mi fa piacere che tu sia passata di qui. Dobbiamo risentirci

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    2. Volentieri!
      Intanto ho mandato un contributo a Riace
      http://comunisolidali.org/riace/

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